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Palla bella palla ovale cade bene cade male
Filastrocche
Ho sempre considerato Gianni Rodari come un grande filosofo del minirugby, perché le filastrocche sono incredibilmente la cosa che più assomiglia al minirugby. Nel leggerle e recitarle, provo una sensazione ritmica rilassante e divertente, che stimola fantasia e creatività. Con la loro progressione ordinata, ritmicamente cadenzate da facili rime, le filastrocche regalano un senso di autentica semplicità e più di qualche occasione per riflettere. I bambini non si stancherebbero mai di ascoltare le filastrocche, ed è impressionante il fatto che dopo averle ascoltate un paio di volte sono già in grado di recitarle quasi a memoria. Le filastrocche stanno al minirugby come la musica sta alla danza.
Queste conversazioni sul minirugby ed intitolate alla filastrocca della palla ovale, non si potevano che concludere con un delicato miscuglio tra minirugby e filastrocca.
Il desiderio di papà
Papà, presto vieni a vedere
è successo un fatto assai strano,
nel campetto di calcio vicino al barbiere
sono sparite le porte del portiere.
Ma la cosa che proprio non ha eguali
è che al loro posto ci sono due pali,
due pali in alto e uno di traverso
di una grande acca sembrano il verso.
Sta a vedere che è proprio accaduto
pensa il papà un po’ compiaciuto,
era da tempo che in questo campetto
non ci veniva nessun bimbetto.
E un po’ per gioco e un po’ per vedere
ho espresso un bel desiderio:
“fa che il campetto vicino al barbiere
un campo da rugby diventi sul serio”.
Corre il papà, sale in soffitta
dentro una scatola sotto la slitta
c’è una maglia con tante rigone
ed un ovale che sembra un pallone
Ora il papà è sempre nel campo
che si diverte col il pallone
e mi racconta che al suo fianco
c’erano ben quattordici persone
e se domani il tempo è sereno
verranno a trovarlo tutti col treno
i suoi amici di una vita
e anche quelli di una sola partita.
Le preoccupazioni della mamma
Guarda Gigino quei mascalzoni
con la maglietta ed i calzoni
tutti attorno ad una palla
s’urtano addosso spalla con spalla
si romperanno l’osso del collo
la testa, un dito ed il midollo
Mamma, qui nessuno rischia
stanno solo facendo la mischia
Guarda Gigino quella canaglia
cerca di prenderlo alle caviglie
e poi lo tiene per le gambe
e fanno mille cose strambe
si romperanno la tibia il ginocchio
il dito del piede ed anche un occhio
Mamma ti prego non è un arrembaggio
stanno solo facendo un placcaggio
Guarda Gigino quegli screanzati
con i vestiti disordinati
sporchi di fango fino alle testa
ridono cantano e fanno una festa
saltano in alto come stambecchi
gli verrà un bel mal d’orecchi
Mamma non vedi che fanno baldoria
festeggiano insieme la loro vittoria
Senti Gigino a me questo gioco
non sembra brutto neanche un poco
è divertente bello e leale
penso che sia il tuo sport ideale
metti una maglia color banana
e gioca anche tu ‘sta cosa strana
Mamma, si chiama rugby ‘sta cosa strana
e già mi ci accompagni ogni fine settimana
Niente ruoli ai bambini, nessun mediano di mischia o di apertura, nessun pilone, solo minirugbisti con qualche eventuale simpatico nomignolo. La diversificazione del ruolo avverrà in seguito, quando il naturale processo di crescita inizierà a svelare qualche anticipazione sulla loro struttura fisica di domani. Dall’under 14 (che non è più minirugby) i giocatori avranno una loro posizione in campo e quindi un ruolo ben preciso.
Dunque niente ruoli specifici. Il minirugbista deve però imparare a capire “chi è” e “che cosa fa” in campo in un determinato momento. Si tratta di rendere consapevole un bambino del suo ruolo in un gruppo. Provate a fermare un bambino che corre verso la metaQuando un giocatore in attacco effettua, per primo, un toccato a terra, nell’area di meta avversaria, una meta è segnata. con la palla in mano e rivolgetegli la seguente domanda: “Chi sei, che cosa fai?”. È ovvio che la risposta sarà: “Mi chiamo Marco e corro con la palla!!!”. Ebbene no, ditegli che lui in quel momento è il portatore di palla e sta andando a segnare la metaQuando un giocatore in attacco effettua, per primo, un toccato a terra, nell’area di meta avversaria, una meta è segnata., e che tutti lo devono sapere.
Mettete due bambini in coppia a correre insieme, e date la palla ad uno solo. Fermate il gioco e rivolgete la domanda “Chi sei e cosa fai?”, solo al bambino senza palla. Dopo le consuete simpatiche risposte del tipo “sono Luca e sto correndo”, ditegli che lui è il sostegno e aiuta il portatore di palla, e tutti gli altri lo devono sapere.
Anche con i difensori, questo gioco a quiz funziona alla stessa identica maniera. Per loro le risposte dovranno essere: “sono il difensore e sto andando a placcare il portatore di palla” oppure, sono il sostegno del difensore e aiuto anch’io a rubare la palla”. Questa pratica risulta molto utile per coinvolgere i mitici bambini “satellite” (quelli che stanno lontani dalla palla), ma soprattutto vi aiuta a capire il motivo per cui che il bimbo rimane lontano dal grappolo umano. Il bimbo satellite potrebbe non aver nessuna intenzione di andarsi a cercare guai in mezzo al groviglio, oppure ha ritenuto più utile occupare lo spazio ed aspettare che la palla esca dal raggruppamento e gli arrivi tra le mani.
Continua a leggere Libro: palla bella palla ovale cade bene cade male — I ruoli (Cap. 11)

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Motivazioni
Piuttosto che elencare le caratteristiche dell’educatore ideale, vorrei considerare il punto di vista dei bambini, per cercare di capire quale tipo di educatore potrebbe loro piacere. I bambini per loro natura (e per loro fortuna) sono spensierati e felici, agiscono sempre nella direzione del divertimento e talvolta tendendo ad eccedere nello scherzo. Niente di più facile quindi, pensare che l’educatore ideale è un divertente clown con il naso finto, piuttosto che un sergente di ferro che grida e sbraita continuamente. Se così fosse, ci sarebbero sessioni di allenamento sovraffollate di bambini urlanti e felici, ma oggettivamente l’educatore sarebbe più efficace come ad una festa di compleanno, piuttosto che in un campo di rugby.
In realtà l’educatore che più piace ai bambini, è quello che con loro instaura un rapporto di fiducia, e che ha la capacità di mantenere il delicato equilibrio tra divertimento e la serietà loro richiesta per apprendere un gioco. Con gli occhi di un bambino questo significa semplicemente avere a che fare con un adulto sorridente e che ha un buon senso dell’umorismo. Tradotto per l’adulto occorre, con i bambini, essere cordiale, comprensivo, paziente, fermo e leale.
Praticamente un santo votato al sacrificio. Non è semplice mettere in pratica un comportamento così virtuoso, non senza fare appello a tutte le risorse riposte in una particolare zona del cervello, che si chiama area delle “vere motivazioni sul perché abbiamo voluto diventare educatori di minirugby”.
Continua a leggere Libro: palla bella palla ovale cade bene cade male – Motivazioni (Cap. 10)

Lo scopo del gioco è quello di far imparare ai giocatori come disporre la palla quanto si è messi a terra.
Fissare un’area rettangolare adeguata al numero di giocatori coinvolti. Suddividi i giocatori in due squadre che si devono affrontare in una staffetta.
Il primo giocatore dopo aver fatto due passi si butta a terra e mette la palla a disposizione del compagno che gli sta dietro. Questo compagno prende la passa supera il compagno che ha messo la palla a disposizione e dopo aver fatto due passi si butta a terra e ripropone la presentazione della palla. I giocatori rimangono a terra sino a che non termina l’esercizio l’ultimo giocatore in piedi che dovrà saltare tutti i giocatori a terra che prima di andare a prendere la palla .
A questo punto il primo giocatore che ha iniziato il gioco si può rialzare e proseguire la staffetta.
Leggi qui per tutti i dettagli.

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Doti e virtù
Alcuni affermano che la cosa più difficile nel minirugby è capire chi è più bravo di altri perché la bravura, a differenza di altri sport, non si misura attraverso particolari doti tecniche, come ad esempio saper calciare un pallone in rete o buttarlo in cesto. Molto bravo nel minirugby può non avere lo stesso significato che in altri sport.
Per segnare punti nel minirugby basta portare il pallone oltre una linea. Quindi tutti i bambini sono tecnicamente in grado di segnare la metaQuando un giocatore in attacco effettua, per primo, un toccato a terra, nell’area di meta avversaria, una meta è segnata. senza il bisogno di esercitarsi nel gesto di appoggiare un pallone a terra. Insomma un bambino che gioca a calcio od a basket deve per forza esercitarsi per impadronirsi della tecnica, mentre nel minirugby qualsiasi bimbo vicino alla linea di metaQuando un giocatore in attacco effettua, per primo, un toccato a terra, nell’area di meta avversaria, una meta è segnata., che riesca in qualche maniera ad avere tre le mani la palla può segnare punti senza aver avuto bisogno di esercitarsi.
Continua a leggere Libro: palla bella palla ovale cade bene cade male — Doti e virtù (Cap. 9)

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I litigi
Ogni tanto in campo mi accade di assistere a qualche litigata che fino ad un attimo prima era una coraggiosa azione di gioco. Tra la grinta coraggiosa e l’aggressività c’è un muro di carta velina. In molti casi diventa difficile impedire ai bambini di infrangere questo muro di carta velina, forse è nell’ordine naturale delle cose che litighino tra loro. È un istinto primordiale utilizzare l’aggressività per stabilire delle gerarchie all’interno del gruppo, soprattutto per chi ha necessità di comunicare qualche cosa che non riesce a comunicare in altro modo. In genere i bambini litigano ed incredibilmente l’attimo dopo riprendono a giocare insieme, perché il loro litigio è un ostacolo al divertimento che può essere facilmente superato. Nel gruppo può starci una litigata, ma tutto deve essere immediatamente stemperato dall’educatore, chiedendo una stretta di mano ed un abbraccio tra i litiganti, per riprendere a divertirsi insieme. Ma se le litigate diventano abituali, allora c’è qualche cosa che non funziona nel gruppo, e probabilmente vi sono problemi dovuti alla presenza di casi difficili.
Ci sono stati e sempre ci saranno i casi difficili e dopo molti tentativi di riportarli nei ranghi anche con l’allontanamento temporaneo dal campo, che normalmente non sortisce nessun effetto, verrebbe la tentazione di abbandonarli a se stessi, per dedicare maggior tempo ai bimbi più tranquilli ma soprattutto ai più rugbisticamente abili.
Come ci dobbiamo comportare dinnanzi ai bambini difficili, durante gli allenamenti mettono a dura prova la pazienza di un educatore? Continua a leggere Libro: palla bella palla ovale cade bene cade male — I litigi (Cap. 8)

Nota esplicativa alla Regola 3.12 – Giocatori sostituiti che rientrano a giocare. Regolamento Categoria Under 14
Vedi qui.
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