Libri: palla bella palla ovale cade bene cade male – Spazio tempo (Cap. 4)

Palla bella palla ovale Palla bella palla ovale cade bene cade male

Spazio tempo

È un dato di fatto che i bimbi impiegano la maggior parte del loro tempo facendo poco movimento fisico. A scuola stanno seduti, per ovvie ragioni, e quando tornano a casa o si siedono sul divano a guardare la TV, o rimangono imbambolati con qualche videogioco tra le mani. La strada non è più una palestra di vita, dove si scorazza liberi alla ricerca di avventure (compresa qualche scazzottata) perché oggettivamente ci sono troppi pericoli. Quando poi si fa una capatina al parco comunale, in genere le mamme terrorizzano i bambini descrivendo scenari apocalittici se solo si azzardano ad utilizzare quello che rimane di altalene e scivoli ormai distrutti dai frequentatori serali. Tutto questo si traduce in un semplice frase: molti bambini non sanno correre, saltare e fare capriole.

Diciamo però che non è poi così grave la situazione, perché non esistono bambini che siano a digiuno di capacità motorie. I bambini impiegano veramente poco a recuperare il tempo perduto, basta solo stimolarli adeguatamente con qualche esercizio di coordinazione e motricità, il tutto condito con un pizzico di competizione. Se si organizza una gara di percorsi ad ostacoli, a zig-zag, introducendo anche qualche capriola, tutto è più divertente; ovviamente con il pallone tra le mani. L’obiettivo è quello di fare in modo che i piccoli atleti abbiano una buona coordinazione nei movimenti perché, nel rugby, come in tutti gli sport, saper coordinare il proprio corpo aiuta a sviluppare le capacità cognitive; insomma si è meglio capaci di capire spazio e tempo. La cosa non ha nulla a che vedere con la fisica moderna e con la relatività di Einstein: una tesi di semplice buon senso.

C’è chi la chiama lateralizzazione ma, senza scomodare “..zioni” ed “..ismi” si può facilmente intuire  che se un bambino conosce i concetti di spazio  (destra, sinistra, avanti, dietro, sopra, sotto) ed è quindi in grado di eseguire semplici percorsi, farà meno fatica a spostarsi con gli altri nello spazio, a valutare le distanze, le direzioni, le velocità sia dei propri compagni, sia degli oggetti (in questo caso la palla). Ricordate che all’inizio, per loro risulta difficile organizzare movimenti di gruppo. E tornando al rugby, spostarsi nello spazio avanzando nello stesso tempo insieme agli altri è fondamentale. Si può giocare a rugby anche senza la palla, ma solo quando si è in grado di capire la distanza, la direzione e la velocità : il nostro spazio-tempo ovale.

Pensiamo dunque di essere la brava massaia che, come  accade per le faccende di casa, deve organizzare e mettere ordine nel campo di gioco. Come? Con progressione, partendo da situazioni semplici per arrivare a quelle un pochino più complesse. Le situazioni semplici nel gioco del rugby sono quelle statiche dove, ad esempio, i bambini lanciano e ricevono la palla rimanendo fermi sul proprio posto. Pretendere da loro di passare o ricevere la palla correndo contemporaneamente (situazione dinamica) è una cosa che all’inizio di un percorso rugbistico non si può e non si deve fare. Ci si deve arrivare progressivamente, per gradi. Ed è determinante utilizzare all’inizio, spazi piccoli e ben definiti (delimitare il campo e accertarsi che tutti abbiano preso coscienza del recinto da cui non si deve mai uscire). I tempi di gioco saranno brevi, e poi successivamente si aumenteranno lo spazio ed il tempo di gioco. Carissimi Ringhio: “… vorrei stimolare la vostra  attenzione sul fatto che nella cameretta ci sono tanti Ringhio … e che si gioca tutti insieme… e possibilmente non uno sull’altroooo!…”

          Pensiamo dunque di essere la brava massaia che, come  accade per le faccende di casa, deve organizzare e mettere ordine nel campo di gioco. Come? Con progressione, partendo da situazioni semplici per arrivare a quelle un pochino più complesse. Le situazioni semplici nel gioco del rugby sono quelle statiche dove, ad esempio, i bambini lanciano e ricevono la palla rimanendo fermi sul proprio posto. Pretendere da loro di passare o ricevere la palla correndo contemporaneamente (situazione dinamica) è una cosa che all’inizio di un percorso rugbistico non si può e non si deve fare. Ci si deve arrivare progressivamente, per gradi. Ed è determinante utilizzare all’inizio, spazi piccoli e ben definiti (delimitare il campo e accertarsi che tutti abbiano preso coscienza del recinto da cui non si deve mai uscire). I tempi di gioco saranno brevi, e poi successivamente si aumenteranno lo spazio ed il tempo di gioco. Carissimi Ringhio: “… vorrei stimolare la vostra  attenzione sul fatto che nella cameretta ci sono tanti Ringhio … e che si gioca tutti insieme… e possibilmente non uno sull’altroooo!…”

Palla Bella Palla Ovale - Immagine 5

 Vuoi rileggere il capitolo 3?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.