Gestione allenamento: quello che i giocatori vogliono

Riprendo in toto quanto indicato nella pubblicazione di post sulla pagina facebook “L’umiltà di chiamarsi Minors”. Il contenuto di quanto pubblicato è una indicazione di un grande allenatore, ma quel che vale la pena leggere sono i commenti a questo post su internet e io mi sono permesso di replicarli sotto il post in modo che possiamo leggerlo e rileggerlo con comodità

I ragazzi non vanno via da una squadra perché giocano poco.
Magari si arrabbiano un po’, ci restano male. Ma non vanno via.
Vanno via quando capiscono che per il loro coach non sono importanti.
Sono due cose diverse.
Dan Peterson, ad un corso allenatori Csi, diceva: “All’inizio di ogni allenamento io mi metto davanti alla porta dello spogliatoio. Un giocatore entra e io gli dico una stupidata qualsiasi. Che belle scarpe che hai comprato! Ieri sera com’è andata con la tua fidanzata? Non basta un semplice ciao. Devo fargli sentire che mi sono accorto di lui e che lui per me è importante. Altrimenti è inutile che lo alleno” 
Fate sentire i ragazzi importanti.
Una telefonata a casa per dire com’è andata a scuola. Una chiacchierata fuori dall’ allenamento. Un quotidiano appassionarsi alla loro vita. Un esserci
quando hanno bisogno. Questo va fatto con tutti e con ciascuno. E con quelli “scarsi“, che giocano meno, va fatto due volte. Con una passione ed una intensità doppia.
Se si ragiona così, i ragazzi resteranno nella vostra squadra. Non perché giocano tanto, o poco. Ma perché sanno di essere importanti per voi.

[Fabio Ghiorzio]
#sempreminors

Se volete vedere tutta la lista dei commenti andate sul post qui.

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