Gestione Allenamento: preparazione delle attività nelle sessioni di allenamento

Vista che il libro Schemi Motori di Base, citato nello scorso articolo è liberamente usufruibile e visto l’evidente utilità dei consigli presenti inizio un percorso in cui replichero su questo sito interi paragrafi dello stesso. Quanto illustrato è riferito nel libro agli esercizi su atttività motorie ma possono, anzi devono, essere utilizzate anche per le proposte di esercizi di rugby.

Preparazione delle attività nella sessione di allenamento

Le attività debbono essere scelte in funzione delle capacità dei bambini, dei loro atteggiamenti, delle loro motivazioni e del loro livello di abilità motoria. Tutta l’attività deve essere adeguata all’individuo che la svolge, nel senso che non deve mai porsi al di sopra di una soglia massimale, né tanto meno a livelli così bassi da non provocare alcuna modificazione nell’apprendimento e quindi nel comportamento. L’attività motoria dovrà basarsi su attività adeguatamente intensive, ma molto varie, che rispettino i principi didattici che vedono un percorso che va dal “facile al difficile” e dal “semplice al complesso”.

  • facile : che si può fare senza difficoltà
  • difficile : che richiede notevole attenzione
  • semplice : formato da un solo elemento
  • complesso : che è composto da più parti diverse

Le proposte pratiche di questo lavoro tengono ben presente questi principi proponendo attività sempre più ricche di stimoli e sempre adeguate allo sviluppo globale del bambino. Infatti le attività suggerite sono caratterizzate dall’inserimento di variazioni dovute principalmente a:

  1. cambiamenti nel ritmo dell’esecuzione mantenendo inalterata la struttura del movimento (ad es. : corsa veloce, corsa lenta);
  2. cambiamento nella collocazione dei soggetti nello spazio rispetto a riferimenti esterni (ad es. : inversioni e scambi di posto con i compagni);
  3. modificazioni delle tensioni muscolari dovuti a dislivelli del terreno ( ad es. : correre, saltare o strisciare in salita o in discesa o su superfici diverse);
  4. cambiamenti nella struttura stessa del movimento ( ad es. : imitare le andature degli animali, camminare in quadrupedia);
  5. cambiamenti della forma del movimento legati alla manipolazione o al controllo di piccoli attrezzi da trasportare (ad es. : camminare spingendo un cerchio, correre palleggiando);
  6. cambiamenti nella direzione del movimento (ad es. : correre in rettilineo o in curva, saltare in senso orario o antiorario);
  7. variazioni nell’accoppiamento o nella combinazione dei vari schemi motori tra loro (ad es. correre e lanciare, saltare e palleggiare).

Tenendo presente questi principi fondamentali di variazione del movimento, sarà possibile elaborare una gamma sufficientemente ampia di esercitazioni che, nel rispetto dei principi del carico motorio, mantengano sempre quel carattere di novità che è indispensabile per sollecitare l’attenzione e la motivazione dei bambini all’apprendimento.

Lo sviluppo motorio è il risultato della interazione tra maturazione e apprendimento.

Guardando questo schema :

sì MATURAZIONE ➛ sì ATTIVITÀ ➛ sì APPRENDIMENTO ➛ SÌ SVILUPPO

sì MATURAZIONE ➛ no ATTIVITÀ ➛ no APPRENDIMENTO ➛ NO SVILUPPO

no MATURAZIONE ➛ sì ATTIVITÀ ➛ no APPRENDIMENTO ➛ PERDITA TEMPO

no MATURAZIONE ➛ no ATTIVITÀ ➛ no APPRENDIMENTO ➛ EFFETTO NULLO

possiamo capire il ruolo ed il significato che rivestono le attività di carico motorio significativo nei confronti della maturazione dell’apprendimento e dello sviluppo della motricità nei bambini.

Compito dell’educatore è quello di offrire il massimo della opportunità e delle occasioni INTENZIONALMENTE PROGRAMMATE adeguate ai loro livelli di maturazione.

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